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dal 12 al 31 marzo 2010 La Galleria Allegretti Contemporanea presenta una personale di Elke Warth, giovane artista tedesca che vive e lavora a Torino.
La figura femminile, sempre centrale nel suo lavoro, non s’identifica, come nei lavori precedenti, in donne che l’artista ha conosciuto attraverso il medium dell’immagine, attrici o modelle, ma in adolescenti a cui è legata personalmente. Nel ritrarne le sembianze è quindi inevitabile che dipinga anche ciò che la unisce emotivamente a ciascuno di quei volti, alle loro storie reali e ai comuni ricordi. In particolare, l’ispirazione delle tele Natalia, Franzi, Lisa, Maria, Aura e Neve, Carlotta e Ida trae origine da una precisa esperienza: l’aver trovato le foto scattate proprio da alcune delle adolescenti ritratte, in cui inscenavano una loro morte solitaria, alterando col trucco l’effettiva giovane età.
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dal 18 marzo al 24 aprile stazione è l’intervento che Emily Jacir ha progettato per Palestine c/o Venice, evento collaterale della 53° Biennale di Venezia, che avrebbe dovuto essere realizzato in ognuna delle ventiquattro stazioni del vaporetto della linea 1 lungo il Canal Grande, dal Lido a Piazzale Roma. L’artista ha tradotto in arabo i nomi delle stazioni e ha progettato di accostare la traduzione al nome italiano di ogni fermata, creando in tal modo una via di trasporto bilingue attraverso la città. Le scritte arabe avrebbero posto ogni piattaforma galleggiante in dialogo diretto con l’architettura circostante e con il design urbano, stabilendo un legame tra le fermate e i vari elementi dell’eredità culturale che Venezia condivide con il mondo arabo. Il progetto prevedeva inoltre la distribuzione in città di una mappa topografica di Venezia in tre lingue - italiano arabo inglese – che illustrava le ventiquattro stazioni della linea 1 con la doppia scritta, presentava la mappa completa delle linee dei Vaporetti Vela, tradotta in arabo, e un breve testo esplicativo del senso dell’intervento.
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Dal 10 marzo al 18 aprile La Fondazione Merz presenta No Fire Zone, una mostra degli artisti-registi Gianluca e Massimiliano De Serio.
Il progetto è nato da una specifica richiesta rivolta agli artisti dalla Fondazione Merz con l’obiettivo di ideare una video-installazione partendo dalle riprese, realizzate nel giugno 2009, del grande evento di chiusura della mostra personale di Wolfganga Laib. La prima settimana dello scorso giugno, infatti, 45 Bramini provenienti dalla regione indiana del Tamil Nadu furono chiamati dall’artista tedesco a officiare il rito del fuoco induista alla Fondazione Merz.
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dal 12 marzo al 12 giugno 2010
A poco più di un anno dall’apertura al pubblico, il MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino propone per la prima volta una mostra temporanea che viene dedicata alla collezione di miniature indiane della Collezione Ducrot. La collezione Ducrot comprende circa duecentocinquanta miniature indiane (si tratta in realtà di dipinti a tempera su carta di varie dimensioni), appartenenti in larga misura alle scuole pittoriche del Rajasthan, dei principati delle colline prehimalayane (pitture Pahāṛi) e dell’India centrale (Malwa). La collezione include anche un numero limitato di miniature Mugal e Deccani.
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Dal 23 Marzo al 6 giugno 2010 Palazzo Madama, Museo Civico d'Arte Antica - Fondazione Torino Musei e la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino promuovono una mostra dedicata alla manifattura Lenci, in particolare alla produzione ceramica di piccole e grandi sculture d'arredo create nei laboratori torinesi della Lenci tra il 1927 e il 1937. Nel 1927 la ditta Lenci, fino a quel momento nota per le bambole e gli arazzi in pannolenci, iniziò a produrre opere in ceramica. La mostra presenta la produzione realizzata nel primo e più significativo periodo, fino al 1937, anno dopo il quale l'attività si fece ripetitiva e si assestò su alcuni modelli che avevano incontrato un grande successo di mercato. Si tratta, dunque, di un segmento temporale molto breve, poco meno di dieci anni, molto ricco e variegato nelle invenzioni stilistiche e nelle scelte tematiche, che permette di rileggere la ricchezza del tessuto artistico torinese negli anni tra la due guerre mondiali.
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